Diritto all’Oblio: un passo indietro

Posted on 1 ottobre 2019 by Paola Generali in 2019, News

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha recentemente emesso una sentenza riguardante Google, sul tema del diritto all’oblio (art. 17 GDPR) che continua a far discutere.

La sentenza (causa C-507/17) ha riguardato il rifiuto, da parte di Google, di procedere alla deindicizzazione di vari link che rinviavano a pagine Internet pubblicate da terzi. Ebbene, in quest’ultimo caso, la Corte ha affermato che non sussiste, per il gestore di un motore di ricerca che accoglie una richiesta di deindicizzazione presentata dall’interessato, un obbligo, derivante dal diritto dell’Unione, di effettuare tale deindicizzazione su tutte le versioni del suo motore a livello mondiale. È tuttavia tenuto ad effettuarla nelle versioni di tale motore di ricerca corrispondenti a tutti gli Stati membri e ad attuare misure che scoraggino gli utenti di Internet dall’avere accesso, a partire da uno degli Stati membri, ai link di cui trattasi contenuti nelle versioni extra UE di detto motore.

Considerato il diverso grado di tutela di cui il diritto all’oblio gode nelle diverse giurisdizioni, la Corte Europea ha fondamentalmente stabilito che il medesimo non ha rango di diritto assoluto, e come tale, deve essere bilanciato con altri diritti in gioco, tra cui la libertà di espressione e il diritto della società ad essere informata.

A tal proposito si è espresso il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, rispondendo ad importanti quesiti riguardanti l’effettività del diritto all’oblio e la sua correlazione con il diritto all’informazione.

A suo avviso, questa pronuncia ha senza dubbio un impatto rilevante sulla piena effettività del diritto in questione anche alla luce del delicato equilibrio tra società digitale, tutela dei diritti in rete e le esigenze stesse di organizzazione di tale dimensione. La decisione appare anacronistica considerata l’interconnessione del mondo digitale e il processo di standardizzazione normativa che, come auspicato, il GDPR sta conducendo a livello globale.

Inoltre, le Autorità Garanti Europee da tempo sostengono la necessità di corredare il diritto alla protezione dei dati personali con stumenti di tutela adeguati ed effettivi. Il diritto all’oblio è uno di quelli e la deidicizzazione appare congrua ed efficace. Negare la sua tangibilità universale in una dimensione immateriale rappresenta una retrocessione non solo per la cogenza del GDPR ma per la promozione dei diritti umani, primo tra tutti la dignità personale.

Fonti:

Posted by Paola Generali

Managing Director Getsolution

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