La Corte di Giustizia Europea invalida il Privacy Shield

Posted on 22 luglio 2020 by Paola Generali in 2020, News

Con la decisione del 07 luglio 2020, relativa al caso Schrems, la Corte di Giustizia Europea dichiara che il Privacy Shield, storico accordo che permetteva il trasferimento di dati in USA, non fornisce ai cittadini europei sufficienti garanzie. Si ripresenta dunque lo scenario vissuto nel 2015 quando la stessa Corte aveva invalidato l’accordo Safe Harbor.

In ogni caso la sentenza non significa l’interruzione tout court del trasferimento di dati oltreoceano. Tale operazione sarà ancora possibile tramite l’adozione delle cd. clausole contrattuali standard (d’ora in avanti, per brevità, CCS), ma è evidente che la decisione costituisca un presupposto per richiedere ai regolatori nazionali (in particolar modo agli USA) di adottare nuove normative per garantire una protezione dei dati personali adeguata agli standard europei.

La decisione della Corte avrà certamente importanti ripercussioni sulle Aziende che oggi hanno rapporti con società americane e che coinvolgono cittadini europei. Oggi tutte le società che trasferiscono dati negli USA sulla base del Privacy Shield non sono più compliant, a meno di far ricorso ad un’altra base giuridica (ovvero l’adozione di CCS).

La Corte di Giustizia Europea, infatti, sottolinea il: “bisogno di assicurare, in pratica, un livello di protezione che sia essenzialmente equivalente a quello garantito dal GDPR […] La valutazione del fatto che i paesi a cui vengono inviati i dati offrono una protezione adeguata è in primo luogo responsabilità del data exporter e del data importer, quando vengono utilizzare le CCS”.

In tale scenario assume un ruolo chiave il DPO che dovrà adottare dei modelli di gestione per consentire un lecito trasferimento dei dati che non si limitino all’adozione delle CCS, ma che si estendano a tutta la correlata compliance in materia di protezione dei dati (dalle informative al registro delle attività di trattamento). Una Società che intenda fare affidamento alle CCS sarà tenuta alla stipulazione di contratti relativi al trasferimento dei dati personali per ciascun flusso di dati prendendo in considerazione le misure di sicurezza e il sistema giuridico del Paese terzo.

La decisione della Corte di Giustizia Europea potrebbe essere solo il primo passo per negoziare un nuovo framework con gli USA per assicurare una maggiore protezione dei dati personali nel rispetto dei diritti fondamentali degli interessati.

 

 

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Posted by Paola Generali

Managing Director Getsolution

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