Privacy Shield: prima relazione annuale positiva.

Posted on 27 ottobre 2017 by Paola Generali in 2017, News
Le raccomandazioni della Commissione UE per garantirne il funzionamento.

Dal 12 luglio 2016 con l’adozione del Privacy Shield il trasferimento dei dati personali dall’Unione Europea alle aziende Statunitensi è consentito a condizione che le stesse garantiscano un livello di protezione dei dati adeguato tramite l’ottenimento della certificazione dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, attestante il rispetto dei principi contenuti nel Privacy Shield.

Ad oggi il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha rilasciato oltre 2400 certificazioni alla imprese.

In data 18 ottobre 2017, la Commissione Europea ha pubblicato la prima relazione annuale sul funzionamento dello “scudo” UE-USA per la privacy. Nel documento si mostra un cauto ottimismo dovuto sia dalla consapevolezza che il Privacy Shield sta, a grandi linee, raggiungendo gli obbiettivi prefissati, sia dalla presa di coscienza che la strada da fare è ancora lunga.

La relazione attesta che: lo scudo per la privacy continua a garantire un adeguato livello di protezione dei dati personali trasferiti dall’UE alle imprese partecipanti negli USA. Le autorità statunitensi hanno predisposto le strutture e le procedure necessarie a garantire il corretto funzionamento dello scudo per la privacy, come nuove possibilità di ricorso per i cittadini dell’UE. Sono state istituite le procedure per il trattamento dei reclami e per il controllo del rispetto delle norme ed è stata rafforzata la collaborazione con le autorità europee di protezione dei dati”.

All’interno della relazione sono contenute una serie di raccomandazioni volte a garantire che lo scudo continui a funzionare come stabilito:

  • Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti dovrebbe monitorare con maggiore attenzione e regolarità il rispetto degli obblighi del Privacy Shield da parte delle aziende e ricercare sistematicamente le imprese che millantano la partecipazione allo stesso;
  • sensibilizzare maggiormente le persone dell’UE sulle modalità d’esercizio dei propri diritti nell’ambito dello scudo per la privacy, avuto particolare riguardo alle modalità con le quali si esercita il diritto al reclamo;
  • una maggiore collaborazione tra il Dipartimento del Commercio degli USA, la Commissione federale del Commercio e le autorità di protezione dei dati dell’UE, con particolare attenzione riguardo all’elaborazione di orientamenti destinati alle imprese;
  • sancire la tutela per i cittadini non americani previste dalla direttiva presidenziale 28 (PPD-28) nel quadro del dibattito in corso negli Stati Uniti sulla riautorizzazione e la riforma della sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA);
  • nomina in tempi stretti di un mediatore dello scudo permanente e provvedere alla copertura dei posti vacanti presso l’Autorità per la tutela della vita privata e delle libertà civili (PCLOB);
  • informare la Commissione in maniera completa e tempestiva su qualsiasi sviluppo rilevante del Privacy Shield e delle sue tutele.

Infine la Commissione dispone l’invio della relazione al Gruppo di lavoro ex art.29, al Parlamento Europeo, al Consiglio e alle autorità negli Stati Uniti.

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Managing Director Getsolution

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