Report AGCOM sui Big Data

Posted on 16 luglio 2019 by Paola Generali in 2019, News

L’AGCOM ha redatto l’interim Report sui big data, nell’ambito dell’indagine congiunta sui big data avviata con delibera del 2017. Il Report, diviso in 3 parti, evidenzia le principali problematiche e opportunità derivanti dall’utilizzo dei Big Data.

  1. La prima parte individua le caratteristiche dei Big Data e dei loro mercati:

Cosa sono i Big Data? Non esistendo una definizione univoca, vengono generalmente individuate 3 caratteristiche chiave, le cosiddette 3V, Volume, Variety e Velocity. La prima si riferisce alla grande quantità di dati oggi disponibili, la seconda all’eterogeneità delle fonti di dati e la terza si riferisce all’alta frequenza con cui i dati circolano da un punto di origine ad uno di raccolta.

Perché i Big Data sono considerati così importanti? Certamente per la capacità di estrarne valore economico, attraverso una cosiddetta value chain, composta da 4 operazioni principali sui dati: l’acquisizione (raccolta), l’archiviazione, l’analisi e l’utilizzo. Ogni step è reso possibile dall’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati.

L’intero processo coinvolge diversi attori principali, quali a) i soggetti che generano dati; b) le piattaforme di gestione dei dati; c) i data brokers; d) le aziende e gli enti che analizzano i dati; e) gli utenti finali.

Com’ è il mercato dei Big Data? E’ caratterizzato dalla presenza di una piattaforma economica che permette l’intermediazione di due (o più) gruppi diversi di utenti che, interagendo, ottengono entrambi benefici di rete (cosiddetto two- sided or multi-sided market). Nell’ambito di questo tipo di mercato le aziende con maggiori possibilità di raccogliere, aggregare o analizzare dati digitali godono di un notevole vantaggio competitivo.

  1. La seconda parte introduce il tema degli individui come fonte di dati e dei rischi ivi connessi:

Da dove derivano i dati? L’economia dei Big Data si sostanzia delle informazioni sugli individui, solo in parte fornite consapevolmente dall’utente; una parte sempre più importante, viene raccolta senza il consenso esplicito degli utenti, che diventano passivamente una fonte primaria di informazioni.

La raccolta sempre più pervasiva di dati relativi alle abitudini e alle preferenze degli individui, insieme alla capacità, attraverso la loro analisi, di trovare modelli fino ad oggi sconosciuti, hanno portato alla creazione di gigantesche opportunità di innovazione, ma anche di notevoli rischi.

Quali sono i rischi?

– Uno dei principali rischi è rappresentato dall’applicazione di forme di discriminazione da parte delle aziende, resa possibile dall’utilizzo sempre più massiccio di algoritmi per profilare gli utenti e persino indirizzarne le scelte. Tra le possibili pratiche discriminatorie, quelle relative al prezzo sono tra le più diffuse, queste consentono all’azienda di offrire lo stesso bene o servizio a prezzi diversi a seconda della disponibilità a pagare dei singoli consumatori, individuata tramite tecniche di Big Data Analytics.

– Un altro rischio è riscontrabile nell’ambito dello scambio implicito tra utenti e operatori web nel mercato delle applicazioni. Gli APP store sono un esempio importante di un servizio/metodo attraverso il quale si scambiano dati digitali attraverso piattaforme online. Si configura così un rapporto commerciale implicito, che si concretizza in un trasferimento, da parte degli utenti, dei diritti sui propri dati, in cambio non di un corrispettivo economico, ma dell’offerta di servizi web gratuiti, o a prezzi contenuti. Inoltre, all’interno di questa transazione il consumatore non ha una chiara percezione di quali dati vengono trasferiti e come vengono trattati, sia per usi primari che per usi secondari.

  1. La terza parte analizza il ruolo dei Big Data all’interno del sistema dell’informazione e fa riferimento all’approccio normativo dell’AGCOM:

L’utilizzo dei Big Data si rivela cruciale anche per social networks e search engines, soprattutto in relazione al ruolo sempre più importante che queste piattaforme svolgono all’interno del sistema di news media. I social networks sono certamente tra gli intermediari internet con maggiori capacità di acquisire la maggiore varietà e quantità di dati sugli individui.

La disinformazione online, veicolata soprattutto attraverso grandi piattaforme digitali e le sue ripercussioni sull’opinione pubblica, sono da tempo al centro di un processo di regolamentazione, analisi promosso dall’AGCOM. Alla luce dei cambiamenti introdotti dall’utilizzo dei Big Data, nel 2017 AGCOM ha istituito la “Tavola rotonda tecnica per la salvaguardia del pluralismo dei media e della correttezza dell’informazione all’interno delle piattaforme online”.

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Posted by Paola Generali

Managing Director Getsolution

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